
Sarrismo, rivincita, lacrime e coraggio. Quattro sostantivi per descrivere l’ultimo turno di Serie A conclusosi ieri sera al Franchi. Per quanto riguarda il primo, c’è poco da spiegare. Proprio al Franchi, quello che gli appassionati conoscono come “sarrismo” ha decisamente riaperto i battenti, con la Lazio che ha sfornato una prestazione encomiabile a Firenze, in casa della Fiorentina, stesa per 4 reti a 0. Quello che fa più clamore, forse, non è solo la mentalità propugnata da Sarri al centro del campo, che prevede possesso palla e impostazione che parte dai piedi dei soliti noti, ma a stupire è soprattutto la solidità difensiva che, con soli 5 goal subiti, dipinge la Lazio come miglior difesa del campionato. Patric e Romagnoli sempre più sicurezze e, dietro, un magico Provedel, che non subisce goal dal 3 settembre (Napoli, c). Rivincita, quella dell’Inter a Reggio Emilia, immediatamente post Barcellona. Proprio nella gara di Champions, Inzaghi ed i suoi sono riusciti a ripartire. La marcia è stata scalata e una prestazione sporca contro un Sassuolo molto propositivo ha permesso un +3 che manca dalla gara in casa col Torino, datata 10 settembre. Lacrime, quelle di Paulo Dybala nella serata dell’Olimpico che, dopo aver realizzato un penalty, viene colpito in volto da una smorfia di dolore, culminata in un pianto disperato, che ha lasciato presagire cose terribili. Mou a fine gara ha commentato lasciando trasparire non poca preoccupazione per la situazione dell’argentino, che rischia di saltare il mondiale e di tornare a giocare solo nel 2023. Nonostante ciò, la Roma ha comunque tenuto a casa propria i tre punti e fatto tornare il Lecce a casa senza nulla di fatto. Coraggio, quello mostrato dalla sorpresa del nostro campionato, l’Udinese di Sottil, che ha tirato fuori i denti ed è passata da una doppia situazione di svantaggio alla Dacia Arena contro l’Atalanta, al trovare il pari con Nehuén Pérez, riuscendo a rimanere lì con le grandi e a sognare quella musica altisonante e a vedere quelle stelle, in campo e non, che nel tempo hanno fatto sognare milioni di persone. Per riuscirvi bisogna purificarsi, seguire un percorso simile a quello dantesco nel purgatorio e, forse, ora i friulani sono pronti e “disposti a salire a le stelle”.
Francesco Marigliani
