
La notizia più importante della giornata di ieri e una delle più rilevanti di questo calciomercato invernale è sicuramente la decisione di Nicolò Zaniolo e la Roma di continuare su strade separate. Quello che sembrava impensabile fino ad un anno e mezzo fa sta invece maturando: Nico ha le valigie in mano. Sicuramente il tutto è dettato non solo dalla cifra monstre che il calciatore ha chiesto alla Roma per il rinnovo (4.5 mln), ma anche dalle prestazioni sul campo. Nicolò Zaniolo, anni 23, lontano dalla squadra che doveva prendersi e della quale doveva essere protagonista. L’ascesa di Dybala ha messo l’ex primavera dell’Inter ancor più nell’ombra tanto da scatenare reazioni negative di Mou e dello stesso popolo giallorosso. A scoprire Nicolò fu Di Francesco, che lo lanciò dal primo minuto in Champions contro il Real al Santiago Bernabéu, un palcoscenico di caratura mondiale. Giocò 54 minuti e dimostrò di saper tenere testa ai grandi del fútbol merengue. Esordì in campionato il 26 settembre successivo, entrando al 67′ nel Derby del Lazio contro il Frosinone. Nicolò a Roma mostra grande senso di appartenenza alla maglia, talento e fame di vittorie, tutte le caratteristiche per poter far bene. La testa, però, non lo aiuta molto e lo porta più volte a scontrarsi con squalifiche e ammende alla società. Nel 2020 le cose sembrano complicarsi: la Juve arriva all’Olimpico per combattere e tener salda la prima posizione. Il ritmo della partita è alto e le due squadre tentano la rincorsa al goal. Zaniolo porta palla, dietro di lui c’è in pressing Rabiot. Senza che quest’ultimo entri in tackle, il giocatore con la 22 sulle spalle si accascia e rimane atterra. Si teme il peggio, e lo strumentale lo conferma: rottura del legamento crociato anteriore. Tempi di recupero: 3-5 mesi. Il destino sembra avercela con lui perché a distanza di 239 giorni dall’infortunio contro la Juventus, nel settembre successivo, Nicolò rompe l’altro crociato e sarà costretto ancora una volta ad un lungo stop. Era tornato, aveva fatto bene e ha provato a conquistarsi la sua Roma che sua, ad oggi, non è più. La definitiva consacrazione sembrava essere arrivata contro il Feyenoord in finale di Conference a Tirana dove, il 22 giallorosso, segna l’unico goal che permette ai suoi di alzare il trofeo nel cielo della capitale dell’Albania. Nell’estate, però, arriva Dybala e la definitiva consacrazione non è neppure la sua ma di capitan Lorenzo Pellegrini, ormai un simbolo della Roma di oggi. In queste ore si parla tanto del figlio di Igor (padre di Nicolò, ndp) e tante società sembrerebbero essere pronte a bussare alla porta. Su tutte, Tottenham e West Ham sono quelle più propense ad investire sul giovane nato a Massa. La Roma, dal canto suo, ne fa una valutazione di 35 mln. Staremo a vedere cosa accadrà, ma Nicolò e la Roma sono pronti a dividersi, come due amici di lunga data che prendono strade diverse, ritrovandosi magari in futuro sul campo come due perfetti sconosciuti.
Francesco Marigliani
