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Ravenna-Latina, al Benelli una sfida contro una squadra costruita per il vertice

Avatar di Francesco Bellizia di Francesco Bellizia
Pubblicato il 27 Agosto 2026

Dopo il pareggio casalingo contro il Pineto, il Latina è atteso dalla prima trasferta della nuova stagione. Sabato 29 agosto, alle ore 18:00, i nerazzurri saranno di scena allo stadio Bruno Benelli contro il Ravenna, una delle formazioni maggiormente accreditate per occupare le posizioni più importanti del girone B.

I giallorossi hanno cominciato il campionato pareggiando 1-1 sul campo della Reggiana. Dopo essere passati in svantaggio nel primo tempo, gli uomini di Andrea Mandorlini sono cresciuti nella ripresa, trovando il pareggio nel finale con Cristian Spini. Un risultato importante, ottenuto contro una diretta concorrente per le prime posizioni e nonostante diverse assenze concentrate soprattutto nel reparto difensivo.

Ravenna, un progetto con grandi ambizioni

Il Ravenna è alla sua seconda stagione consecutiva in Serie C dopo aver concluso lo scorso campionato al terzo posto, alle spalle di Ascoli e Arezzo. Il percorso dei romagnoli si è poi interrotto durante i playoff contro la Salernitana, ma l’ottimo risultato ottenuto al ritorno tra i professionisti ha rafforzato le ambizioni della proprietà guidata da Ignazio Cipriani.

La società ha scelto di non rivoluzionare completamente la rosa, conservando diversi elementi della passata stagione e intervenendo sul mercato con acquisti mirati. L’obiettivo è migliorare il terzo posto ottenuto nel precedente campionato e inserirsi stabilmente nella corsa alla promozione.

Il Ravenna si presenta quindi come una squadra esperta, strutturata e con diverse alternative in ogni reparto. Un avversario di livello superiore rispetto a quello normalmente affrontato nelle prime giornate, quando molte formazioni sono ancora incomplete o alla ricerca della propria identità.

Andrea Mandorlini, esperienza alla guida dei giallorossi

L’allenatore del Ravenna è Andrea Mandorlini, ravennate di nascita e subentrato a Marco Marchionni nel febbraio scorso. La società ha deciso di confermarlo anche per la stagione 2026/27, affidandogli una squadra costruita per competere ai vertici.

Mandorlini possiede un curriculum particolarmente importante. In carriera ha conquistato la promozione in Serie A con l’Atalanta, vinto il campionato di Serie C1 con lo Spezia e guidato il Verona dalla Lega Pro alla massima serie attraverso due promozioni consecutive. All’estero ha inoltre vinto il campionato rumeno con il CFR Cluj.

Il tecnico predilige un calcio intenso e verticale, cercando di portare rapidamente il pallone nella metà campo avversaria. La sua squadra non mantiene sempre lo stesso schieramento, ma cambia disposizione in base alle caratteristiche dei giocatori e ai differenti momenti della partita.

Il modulo del Ravenna

Nella prima giornata contro la Reggiana, il Ravenna si è schierato inizialmente con il 4-3-3. Davanti al portiere Venturi hanno giocato Da Pozzo, Zaro, Solini e Falbo. Il centrocampo era composto da Tenkorang, Lonardi e Duca, mentre Spini e Maggio hanno affiancato Fischnaller nel reparto offensivo.

In fase di possesso, lo schieramento può trasformarsi in un 4-3-2-1. Gli esterni offensivi si accentrano per ricevere tra le linee, mentre i terzini avanzano per garantire ampiezza. Lonardi agisce da riferimento davanti alla difesa, con le mezzali chiamate ad accompagnare l’azione e a recuperare le seconde palle.

Durante la preparazione Mandorlini ha provato anche il 3-4-2-1, utilizzando Maggio e Orellana alle spalle della punta. Ai due giocatori viene chiesto di partire da una posizione esterna per poi muoversi verso il centro, cercando la conclusione, il passaggio per il centravanti o l’apertura sulle corsie laterali.

Il Ravenna è quindi una squadra tatticamente flessibile. Può difendere a quattro, costruire a tre e occupare la metà campo avversaria con due trequartisti alle spalle dell’attaccante.

Come gioca il Ravenna di Mandorlini

La formazione romagnola cerca di sviluppare il proprio gioco attraverso il centrocampo, affidando a Lonardi il compito di dare ordine alla manovra. Quando non riesce a costruire dal basso, il Ravenna non rinuncia alla giocata verticale verso Fischnaller, attaccante capace di proteggere il pallone e favorire l’inserimento dei compagni.

Maggio, Spini e Orellana rappresentano le principali fonti di imprevedibilità. Tutti possono partire larghi, accentrarsi e cercare la porta. Questa continua rotazione rende complicato assegnare riferimenti precisi alla difesa avversaria.

Un altro aspetto importante riguarda la partecipazione dei terzini. Da Pozzo e Falbo vengono spesso coinvolti nella fase offensiva e devono occupare le corsie lasciate libere dagli attaccanti. Quando riesce ad accompagnare l’azione con molti uomini, il Ravenna può creare superiorità numerica sia centralmente sia sulle fasce.

La squadra di Mandorlini ha però mostrato qualche difficoltà nelle transizioni difensive. Quando perde il pallone con i terzini avanzati e diversi centrocampisti oltre la linea della sfera, può concedere spazi importanti alle ripartenze avversarie.

Gli acquisti del Ravenna

Il mercato ha portato a Ravenna diversi giocatori di esperienza e qualità. Tra i pali è arrivato Giacomo Venturi dall’Arezzo. Il portiere classe 1992 ha immediatamente conquistato il posto da titolare ed è stato uno dei migliori contro la Reggiana. Alle sue spalle è stato acquistato dal Monza il giovane Tommaso Ciardi, considerato un profilo di prospettiva.

In difesa il rinforzo principale è Giovanni Zaro, centrale classe 1994 prelevato dal Cesena. L’ex Pro Patria, Modena e Südtirol porta struttura fisica, personalità e una notevole conoscenza della categoria. Ha esordito nella prima giornata, colpendo anche una traversa.

A centrocampo sono arrivati Vinicius Negro Di Stefano dal Crotone ed Edoardo Duca dalla Juve Stabia. Vinicius è un giocatore dinamico e duttile, capace di ricoprire tutte le posizioni centrali. Duca aggiunge corsa, inserimenti e capacità di collegare il centrocampo con l’attacco.

Particolarmente importanti gli interventi effettuati nel reparto offensivo. Matteo Maggio, acquistato dalla Reggiana, è un esterno rapido, tecnico e portato ad attaccare la profondità. Marcelo Orellana è invece arrivato dalla Vis Pesaro dopo una stagione con la Ternana nella quale ha realizzato undici assist. Il mancino possiede dribbling, creatività e capacità di incidere negli ultimi metri.

L’ultimo acquisto è Simone Rabbi, arrivato dal Cittadella con obbligo di riscatto. L’attaccante classe 2002 ha concluso la scorsa stagione con 17 reti complessive tra campionato, coppa e playoff. È una punta fisica ma mobile, capace di attaccare la profondità e lavorare per la squadra. Potrebbe rappresentare una nuova soluzione già nella partita contro il Latina.

I giocatori da tenere sotto osservazione

Tra i calciatori già presenti nella passata stagione spicca Manuel Fischnaller. Il capitano giallorosso è un attaccante esperto, intelligente nei movimenti e capace di allontanarsi dall’area per partecipare alla costruzione del gioco.

A centrocampo, Lorenzo Lonardi rappresenta l’equilibratore della squadra. È il giocatore al quale viene affidato il primo passaggio e il compito di mantenere le corrette distanze tra i reparti.

Attenzione anche a Cristian Spini, autore del pareggio contro la Reggiana. Può giocare come esterno, seconda punta o riferimento offensivo e possiede una buona capacità di attaccare i palloni vaganti all’interno dell’area.

Orellana e Maggio possono invece cambiare la partita attraverso una giocata individuale. La qualità delle alternative offensive permette a Mandorlini di modificare la disposizione senza necessariamente effettuare sostituzioni.

Gli ultimi risultati del Ravenna

Il precampionato e le prime partite ufficiali hanno mostrato un Ravenna pericoloso in attacco, ma ancora alla ricerca del migliore equilibrio difensivo.

Il 1° agosto i romagnoli sono stati sconfitti 3-2 dal Catania in amichevole, trovando la rete con Spini e Orellana. Una prestazione comunque positiva contro una squadra costruita per occupare le prime posizioni del girone C.

In Coppa Italia è arrivata una rocambolesca sconfitta per 5-3 sul campo del Benevento. Il Ravenna si era portato inizialmente sul 2-0 e successivamente sul 3-2, prima di subire la rimonta dei campani. Una partita che ha confermato la qualità offensiva della squadra, ma anche le difficoltà nella gestione dei momenti e nella difesa dei calci piazzati.

Nella prima giornata di campionato, infine, il Ravenna ha pareggiato 1-1 contro la Reggiana. Dopo un primo tempo complicato, Venturi ha mantenuto la squadra in partita e gli ingressi di Viola e Orellana hanno aumentato la qualità della manovra. Il forcing finale è stato premiato dalla rete di Spini.

Nelle ultime tre uscite il Ravenna ha realizzato sei gol, subendone nove. Numeri che descrivono una squadra capace di creare molto, ma che può concedere occasioni quando perde compattezza.

Le possibili chiavi di Ravenna-Latina

La principale difficoltà per il Latina sarà limitare il gioco tra le linee di Maggio e Orellana, impedendo al Ravenna di creare superiorità nella zona centrale. Sarà importante anche controllare le sovrapposizioni dei terzini e non concedere troppo spazio alle spalle degli esterni.

La formazione di Gennaro Volpe potrebbe trovare opportunità attaccando rapidamente dopo il recupero del pallone. Quando porta molti uomini nella metà campo avversaria, il Ravenna può lasciare spazio nelle transizioni difensive. Serviranno quindi precisione nel primo passaggio e maggiore concretezza rispetto alle occasioni non sfruttate contro il Pineto.

Un altro elemento fondamentale saranno i calci piazzati. Il Ravenna possiede diversi giocatori fisicamente strutturati, come Zaro e Solini, ma nelle ultime uscite ha anche mostrato qualche difficoltà nel difendere le situazioni da fermo.

La curiosità Ronaldinho

Resta inevitabilmente viva la curiosità legata a Ronaldinho. Il fuoriclasse brasiliano è entrato nel progetto del Ravenna anche come azionista e ha manifestato la volontà di tornare in campo almeno una volta con la maglia giallorossa.

Al momento, tuttavia, non è stata confermata ufficialmente la sua presenza nella partita contro il Latina. Il suo eventuale impiego rappresenterebbe un evento di portata internazionale, ma non può essere considerato un elemento centrale nell’analisi tattica della formazione romagnola.

Con o senza Ronaldinho, il Latina troverà al Bruno Benelli una delle squadre più ambiziose e tecnicamente attrezzate del girone. Per i nerazzurri sarà un esame importante, utile per misurare la propria crescita contro un avversario costruito per competere nelle zone più alte della classifica.

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