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Latina, contributi per libri, tablet e notebook

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Pubblicato il 23 Agosto 2026

La misura è rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori residenti nel Comune, con un ISEE non superiore a 15.493,71 euro. Richieste online attraverso eCivis. Per ottenere il rimborso non basta lo scontrino: è obbligatoria la fattura elettronica.

LATINA – C’è tempo fino al 3 settembre per chiedere il contributo destinato all’acquisto di libri di testo e sussidi scolastici per l’anno 2026/2027. La misura può coprire, totalmente o parzialmente, anche le spese sostenute per notebook, tablet, software e stampanti.

Possono presentare domanda gli studenti residenti nel Comune di Latina che frequenteranno una scuola secondaria di primo o secondo grado, statale o paritaria. Il requisito economico è un ISEE in corso di validità non superiore a 15.493,71 euro.

Le richieste sono aperte dal 3 agosto e devono essere trasmesse esclusivamente online attraverso il portale eCivis. Lo studente maggiorenne può presentare direttamente l’istanza; per i minorenni deve procedere un genitore, un tutore o chi esercita la responsabilità genitoriale.

L’accesso alla piattaforma avviene con SPID o Carta d’identità elettronica. Sul portale sono disponibili due moduli distinti, uno per gli studenti maggiorenni e uno per i minorenni. La procedura è gratuita.

Il contributo rientra negli interventi per la fornitura gratuita o semigratuita dei materiali scolastici alle famiglie economicamente più fragili. Le linee guida per il 2026/2027 sono state approvate dalla Regione Lazio con la determinazione G10612 del 29 luglio, in attuazione dell’articolo 27 della legge 448 del 1998.

Il rimborso non riguarda soltanto i manuali adottati dalle scuole. Tra le spese ammesse rientrano i libri di testo cartacei e digitali, i dizionari e i libri di narrativa, anche in lingua straniera, quando sono consigliati dagli istituti scolastici.

La misura comprende anche alcuni strumenti digitali destinati allo studio: software, programmi e sistemi operativi a uso scolastico, supporti USB, stampanti, notebook e tablet. L’acquisto deve però rientrare nelle categorie indicate dall’avviso ed essere documentato correttamente.

Non è prevista una somma fissa uguale per tutti. L’importo riconosciuto potrà coprire l’intera spesa oppure soltanto una parte e sarà determinato tenendo conto degli acquisti ammessi e delle risorse complessivamente disponibili. La presentazione della domanda, quindi, non comporta automaticamente il rimborso integrale di quanto pagato.

Il nodo delle fatture

Il punto più delicato della procedura riguarda la documentazione fiscale. Il Comune non accetterà gli scontrini: per ottenere il contributo è necessaria una fattura elettronica intestata allo studente beneficiario oppure al genitore.

Chi deve ancora acquistare libri, dispositivi o altri materiali dovrà chiedere la fattura direttamente al rivenditore. Conservare soltanto lo scontrino, anche quando riporta il prodotto e il relativo prezzo, non sarà sufficiente per dimostrare la spesa.

È importante anche verificare che nella fattura il bene acquistato sia descritto in maniera chiara. Una voce eccessivamente generica potrebbe non consentire agli uffici di stabilire se il prodotto rientri tra quelli finanziabili.

Il calendario comunale prevede due fasi differenti. La prima è quella della domanda, da completare entro il 3 settembre. Le famiglie che non possiedono ancora tutte le fatture potranno caricarle successivamente su eCivis dal 21 settembre al 22 ottobre 2026.

La seconda finestra non rappresenta una proroga né una riapertura delle domande. Per accedere alla misura è comunque necessario presentare l’istanza iniziale entro il 3 settembre. Dal 21 settembre sarà possibile soltanto integrare la pratica con la documentazione delle spese. Il mancato caricamento delle fatture entro il 22 ottobre comporterà l’esclusione dal contributo.

Nella domanda deve essere indicato anche l’IBAN sul quale ricevere l’eventuale rimborso. Il conto deve essere intestato alla persona che presenta la richiesta. La pagina comunale precisa che non sono validi i libretti postali e le carte Postepay Standard.

Prima dell’invio è quindi necessario controllare la validità dell’ISEE, i dati anagrafici del richiedente e dello studente, la scuola frequentata e l’intestazione del conto corrente. Un’attenzione particolare deve essere riservata alla scelta del modulo corretto, che cambia a seconda che il beneficiario sia maggiorenne o minorenne.

Sulla pagina sintetica del servizio compare ancora, nella sezione dedicata alla fattura, un riferimento all’anno scolastico 2025/2026. L’indicazione non è coerente con il titolo dell’avviso, con il periodo di presentazione delle domande e con la documentazione diffusa per il nuovo anno. La procedura aperta il 3 agosto riguarda infatti il 2026/2027: il richiamo all’anno precedente appare come un riferimento rimasto nella scheda informativa.