{"id":1918,"date":"2026-07-28T15:51:03","date_gmt":"2026-07-28T13:51:03","guid":{"rendered":"https:\/\/atomic-temporary-210234650.wpcomstaging.com\/?p=1918"},"modified":"2026-07-28T15:51:03","modified_gmt":"2026-07-28T13:51:03","slug":"fakir-e-roggero-nuovi-martiri-di-cui-non-sentivamo-il-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/latina-report.com\/?p=1918","title":{"rendered":"Fakir e Roggero: nuovi martiri di cui non sentivamo il bisogno"},"content":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane due vicende hanno animato il dibattito politico. La condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero e la morte di Abderrahim Fakir.<\/p>\n<p>Due casi molto diversi tra loro, che sicuramente avrebbero dovuto indurre delle riflessioni ma che hanno soltanto gettato in pasto all\u2019opinione pubblica due nuovi martiri di cui non sentivamo assolutamente il bisogno.<\/p>\n<h3>IL FERMO DI ABDERRAHIM FAKIR<\/h3>\n<p>Iniziamo dal caso pi\u00f9 recente, quello di Fakir. L\u2019indagine \u00e8 ancora in corso per cui non esiste una verit\u00e0 processuale eppure la \u201cpiazza\u201d si \u00e8 gi\u00e0 divisa. Da una parte c\u2019\u00e8 la sinistra che non ha chiesto semplicemente di fare luce sull\u2019accaduto (sacrosanto) ma ha pi\u00f9 volte sostenuto che \u201cIn Italia non si pu\u00f2 morire per un fermo di Polizia\u201d come affermato dalla senatrice Ilaria Cucchi di Avs. Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 la destra che si \u00e8 schierata a prescindere con le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Una solidariet\u00e0 che certamente andava manifestata all\u2019indomani dei vergognosi atti vandalici perpetrati da esponenti anarchici e dei centri sociali a Bologna ma che forse andava calibrata meglio nelle ore immediatamente successive agli avvenimenti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 detto (ma non \u00e8 escluso) che in questa vicenda ci siano una vittima e di conseguenza dei carnefici. Allo stesso tempo la senatrice Cucchi avrebbe fatto meglio a usare il condizionale: \u201cnon si dovrebbe morire per un fermo di polizia\u201d.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 un fermo di polizia non \u00e8 sempre lineare come descritto nei codici di condotta. Non \u00e8 semplice ammanettare una persona che d\u00e0 in escandescenza, non \u00e8 semplice valutare se quella persona soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie. Non \u00e8 nemmeno semplice capire nell\u2019immediatezza se un\u2019improvvisa cessazione della resistenza sia dovuta a un malore o sia semplicemente una manifestazione di resa.<\/p>\n<h3>COME \u00c8 REGOLATO IL FERMO DI POLIZIA IN ITALIA<\/h3>\n<p>Certo in Italia, e per fortuna, l\u2019azione di contenimento delle forze dell\u2019ordine \u00e8 ben disciplinata e quindi con un\u2019indagine si riesce a capire se gli agenti abbiano agito correttamente.<\/p>\n<p>La sequenza operativa corretta, per quanto emerge dalle linee pubblicamente disponibili, dovrebbe essere questa:<\/p>\n<ol>\n<li>Valutazione e de-escalation. Parlare con la persona, mantenere distanza e sicurezza, usare indicazioni semplici e cercare di ridurre l\u2019agitazione. Quando emergono alterazione mentale, intossicazione o problemi sanitari va attivato e coinvolto il 118<\/li>\n<li>Forza come ultima soluzione. Il contenimento deve essere necessario, graduale e proporzionato. Va utilizzata la modalit\u00e0 meno pericolosa concretamente disponibile.<\/li>\n<li>Posizione prona solo per il minimo indispensabile. Se la persona viene portata con il ventre a terra per consentire l\u2019ammanettamento, la posizione non deve essere prolungata. La compressione del torace deve essere evitata e, appena ottenuto il controllo, la persona dovrebbe essere ruotata sul fianco, messa supina o fatta sedere.<\/li>\n<li>Controllo continuo di respirazione e coscienza. Non basta osservare che la persona non si agiti pi\u00f9. Un\u2019improvvisa cessazione della resistenza pu\u00f2 indicare perdita di coscienza. Frasi come \u201cnon respiro\u201d, il rilassamento del corpo, l\u2019assenza di risposte o un cambiamento del colorito devono essere trattati come un\u2019emergenza.<\/li>\n<li>Immediata assistenza sanitaria. In caso di perdita di coscienza bisogna interrompere o alleggerire il contenimento quanto necessario per consentire la valutazione medica e le manovre di rianimazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Chi indossa una divisa deve essere formato per operare correttamente, avendo ben chiaro quali siano il suo ruolo e i suoi limiti. La cronaca ci insegna che non sempre \u00e8 andata come sarebbe dovuta andare. Pensiamo al caso Magherini. Ma prima di soffiare sul fuoco della rabbia sociale, bisognerebbe attendere un quadro pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>IL RUOLO DEL DISAGIO SOCIALE<\/h3>\n<p>Anche perch\u00e9, soprattutto sul fronte del disagio sociale, non c\u2019\u00e8 forza politica che possa dichiararsi esente da colpa. Non lo \u00e8 sicuramente la sinistra, rea di aver avallato un sistema di accoglienza che, il caso Karib\u00f9 (gestito dalla moglie del deputato Pd Aboubakar Soumahoro) insegna, ha arricchito pochi e lasciato ai margini tanti. Margini che ben sono rappresentati da quel quartiere popolare di Bologna dove \u00e8 avvenuta la morte di Fakir. Una morte per la quale bisogna valutare eventuali responsabilit\u00e0 ma che non \u00e8 detto che richieda giustizia, che comunque non significa vendetta.<\/p>\n<p>Bisognerebbe piuttosto indagare quanto non abbia funzionato prima di questo tragico epilogo. Sembra infatti che l\u2019uomo, da anni in Italia e addirittura titolare di una piccola impresa di facchinaggio, da settimane manifestasse disagio psicologico e si fosse anche recato alla Asl. Perch\u00e9 quindi \u00e8 stato fermato in stato confusionale, dopo aver messo in allarme decine di persone come dimostrano le chiamate al 112 riportate da pi\u00f9 organi di stampa? Perch\u00e9 nessuno \u00e8 intervenuto prima?<\/p>\n<h3>IL CASO MARIO ROGGERO<\/h3>\n<p>Legata alla vendetta sembra invece la vicenda di Mario Roggero. Anche in questa occasione la politica ha dato il meglio di s\u00e9, con diversi esponenti di destra pronti ad alimentare l\u2019indignazione popolare.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 \u00e8 vero che Roggero ha ucciso due rapinatori; \u00e8 vero che questo omicidio \u00e8 avvenuto subito dopo momenti di terrore, con moglie e figlia del gioielliere malmenate da delinquenti senza scrupoli e armati. E\u2019 anche vero, tuttavia, che Roggero non ha sparato nel proprio negozio. Roggero ha rincorso i ladri in fuga, ha sparato diversi colpi di pistola su una via pubblica, dove sarebbe potuto passare ognuno di noi e ha scaricato un intero caricatore su tre persone.<\/p>\n<p>In molti si sono scandalizzati per il peso della condanna, senza contare che sugli anni di pena ha tuttavia influito anche il possesso di arma da fuoco, che Roggero non poteva portare con s\u00e9 visto che gli era stato revocato il porto d\u2019armi.<\/p>\n<p>Siamo di fronte a uno di quei casi in cui rispondere di pancia non \u00e8 mai prodromico a una riflessione intelligente. Perch\u00e9 di pancia \u00e8 giustificato indignarsi per un uomo messo in carcere per aver ucciso dei delinquenti che avevano appena picchiato lui e i suoi familiari. Chi decide di delinquere, di rovinare la vita altrui per un proprio arricchimento, chi decide di mettersi dalla parte del crimine ed essere a tutti gli effetti un parassita per la nostra societ\u00e0 non merita indulgenza e nemmeno compassione.<\/p>\n<h3>LA LEGITTIMA DIFESA<\/h3>\n<p>Ma l\u2019istituto della legittima difesa non vale solo per i rapinatori. Vale per tutti noi. Punire qualcuno che spara all\u2019impazzata per la strada, mosso anche da motivi idealmente giustificabili, non mira a difendere solo la vita dei ladri ma quella di tutti coloro che dovessero trovarsi a passare, per caso, in quella strada.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 discutere di come modificare la legittima difesa, certo. Si pu\u00f2 discutere di eventuali attenuanti per chi uccide chi commette un reato. Ma \u00e8 davvero complicato, osservando il contesto generale, pensare che la legittima difesa equivalga a un accanimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>PERCHE\u2019 RISARCIRE CHI COMMETTE UN REATO?<\/h3>\n<p>Diverso \u00e8 il dibattito che si \u00e8 acceso attorno al risarcimento del danno.<\/p>\n<p>Oggi, secondo la normativa attualmente vigente, il risarcimento si basa sul danno parentale. Ma questo non significa affatto che la condotta criminale del morto sia irrilevante.<\/p>\n<p>L&#8217;art. 1227 c.c. consente infatti di diminuire il risarcimento quando il comportamento dello stesso danneggiato ha contribuito causalmente a provocare il danno.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 un precedente recentissimo e molto interessante. Con la sentenza Cassazione civile n. 2847 del 5 febbraio 2025, un uomo era stato mortalmente ferito da un poliziotto; la Cassazione ha confermato che la sua condotta minacciosa aveva concorso causalmente all&#8217;evento e ha ritenuto corretta una riduzione del risarcimento del 50%<\/p>\n<h3>QUANTO VALE UNA VITA UMANA?<\/h3>\n<p>E\u2019 questa la domanda che sottende al risarcimento del danno. Dare una risposta, anche in questo caso \u00e8 molto difficile. Di certo in Italia esistono delle storture visto che un lavoratore che muore sul posto di lavoro riceve molto meno di un rapinatore ucciso mentre commetteva un reato. Questo dovrebbe indignare davvero, la politica in primis. E dovrebbe far vergognare in tanti, i datori di lavoro soprattutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane due vicende hanno animato il dibattito politico. La condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero e la morte di Abderrahim Fakir. 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