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“La Rubrica del Mariglio” -Punti, guantoni e pop corn, cosa è successo in questi mesi-

In attesa dei due posticipi di oggi, l’ultima giornata di Serie A ci ha permesso di delineare un quadro generale dopo le prime 10 giornate di campionato che mai come quest’anno hanno nascosto, tra fili d’erba e palloni Puma, polemiche, rabbia, amarezza e spesso anche lacrime. La freneticità in vista del mondiale ha permesso al nostro e ad altri campionati in giro per il mondo di registrare il record delle 10 giornate più veloci nell’era dei tre punti, ma il Guinness dei primati non si ferma qua: l’Atalanta ha difatti surclassato il suo massimo di punti conseguito dopo 10 giornate (21), registrando la miglior posizione di sempre mai ottenuta per la società bergamasca in un campionato di A a girone unico. La Lazio porta la sua imbattibilità a 479 minuti e resta in solitaria miglior difesa del campionato, terza a livello europeo, eguagliando il record di Delio Rossi (2006/07) in ambito societario, personale, invece, per mister Sarri (Napoli, 2015/16). A Torino nessun italiano ha giocato il derby della mole dal primo minuto per i Granata (digiuno interrotto da Pellegri al 70′), prima squadra con tutti stranieri tra i titolari di una stracittadina. Parecchi quindi i record come parecchie sono state anche le polemiche che ci hanno accompagnato in queste prime 10 battaglie: Sarri lamenta di giocare in un terreno come quello dell’Olimpico, a detta sua in pessime condizioni dopo il tour de force partito ad agosto, e non gradisce il trattamento riservato alla Lazio dal sistema arbitrale, troppo severo e spesso “bendato quando si tratta d’altri”. Inzaghi ritrova il feeling con la squadra ma non le manda a dire ai tifosi, rei di averlo criticato del suo arrivo fino ad oggi:”In discussione noi allenatori lo siamo sempre. A Roma nei sei anni, nonostante i trofei e i piazzamenti, qualche problemino c’è stato. E’ un ambiente tosto anche giù. Le cose non stavano funzionando nel migliore dei modi, si guardava in modo negativo alla scorsa stagione nonostante gli 84 punti e i due trofei. Ma siamo l’Inter, non potevamo essere felici per le 4 sconfitte in 8 gare. In campo i ragazzi si aiutano, questo è l’aspetto più positivo. Per quanto riguarda me stesso ho sempre guardato al lavoro, so ciò che è stato fatto”. Mancano all’appello ancora due partite, fondamentali sia per la parte bassa della classifica che per i posti che contano. La Roma se la vedrà a Marassi contro l’armata di Stanković per puntare ai piani alti e provare a sorpassare gli eterni rivali biancoblu dopo lo stop incorso a questi ultimi con l’Udinese (0-0 in casa) mentre, la Viola di Italiano, in missione al Via del Mare di Lecce, spera di ritrovare la via della vittoria, contando sul ritorno al goal di Jović in Conference League. Manca ancora molto a giugno e poco sappiamo sul futuro del nostro calcio. Il consiglio è di mettersi comodi e di accendere la TV e tenetevi forte perché “il calcio è strano, Beppe”.

Francesco Marigliani

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