
Con l’avvento del nuovo anno ed il ritorno del calcio giocato, anche nel nostro paese è ripartita la coppa nazionale. Come dimostrato dai vari commenti annessi alla ripresa dei giochi, la Coppa Italia è da tutti vista come una competizione priva di pathos e di divertimento, soprattutto dopo la “rivoluzione” apportata dalla federazione l’8/06/2021 che apre, fino al 2024, il torneo solo ed esclusivamente alle squadre di B e A e a quattro club di C, quest’ultimi selezionati mediante la regola del piazzamento. A differenza dell’Fa Cup (Inghilterra), della Copa del Rey (Spagna) e della Coupe de France, Deustcher Pokal (Germania) e Coppa Italia hanno deciso di chiudere le porte alle squadre di categorie più basse, non permettendo lo sviluppo e la visibilità delle stesse ma, soprattutto, non tutelando i valori dello sport più bello del mondo. Se, come dicono, il calcio fosse di tutti, non si dovrebbe fare una distinzione tra Coppa Italia “Senior” e Coppa Italia “Serie C”, ma unificare le due realtà ed annettere a queste anche gli ambienti del calcio di provincia. Nella giornata di ieri, 12/01/2023, a seguito del match di Coppa Italia tra Roma e Genoa, Mourinho si è lamentato e ha puntato il dito sulla stessa competizione descivendola come “il peggiore torneo d’Europa”. Secondo lo Special One, oltre allo spettacolo, a rimetterci sono le stesse società che vi giocano. L’allenatore lusitano ha riportato l’esempio del Torino di Jurić che, uscito vincitore dal titanico scontro nella San Siro rossonera, si vedrà costretto a riprendere il treno e giocare di nuovo lontano dalla Mole. Portato avanti in questa maniera, il torneo ha subito una brusca frenata anche a livello di audience, nonostante i diritti siano stati da poco affidati alla Mediaset che, con un nuovo parco telecronisti, ha quantomeno reso il servizio piacevole e divertente, talvolta con un ritmo incalzante. La scorsa edizione ha infatti registrato una media di 3.790.125 spettatori, con uno share del 16,5%, in calo rispetto ai numeri di quel Derby della Madonnina dove Ibra e Big Rom erano andati molto vicini alle mani con 7,8 milioni di spettatori ad osservarli. Quasi gli stessi che ha registrato la finale dello scorso anno, 8,7. Un divario pressoché nullo separa le due gare e solo durante questa stagione stiamo assistendo ad una ripresa. Una nota positiva, difatti, si registra in data 11/01 con la sfida tra Inter e Parma che ha fatto un po’ da sfondo alla ‘last dance’ di Gigi Buffon sul terreno del Meazza conclusasi, tra l’altro, con una mastodontica prestazione del portiere ex Juventus e dei Ducali. La suddetta sfida ha infatti tenuto incollati alla TV circa 3,8 milioni di italiani, sul filo fino alla fine della partita. Quello che manca è sostanzialmente quanto visto in Inter-Parma: l’intrattenimento. Vedere il Barcellona sotto con L’Intercity (Tercera división) o il Monaco perdere la faccia a Rodez contro la squadra di casa (Rodez Aveyron Football, Ligue 2), lascia qualunque amante del bel calcio a bocca aperta. A sognare, poi, non sono solo i giocatori della squadra che tenta il colpaccio, ma anche i tifosi che, per un attimo, si ritrovano a sfiorare il cielo con le dita. Perché, d’altronde, il calcio è anche questo: Poesia.
Francesco Marigliani
