
Ci sarà capitato alcune volte di vedere i video di qualche ragazzo di 17/18 anni con le giovanili della nostra squadra del cuore e aver detto: “questo è un fenomeno, presto sarà in prima squadra e mi farà esultare”. Ecco è capitato spesso, perché se nell’ottica di ogni tifoso c’è anche quella di vedere ragazzi italiani e soprattutto giovani che realizzano i propri sogni, in un’ottica dirigenziale questa volontà (soprattutto nel nostro paese) non è la stessa.
Abbiamo perciò provato a capire perché in Italia sui giovani non si punta per niente e, dati alla mano, possiamo vedere come le big italiane possiedano settori giovanili ben costruiti, in grado di sfornare talenti che poi, puntualmente, dopo i 2 anni di Primavera, vengono ceduti nei campionati minori senza neanche avere una piccola opportunità con i “più grandi”.
La Primavera 1, come campionato, è sempre molto equilibrato: ci sono squadre che ogni anno provano a dire la loro per vincere, come Inter e Roma nelle passate stagioni, oppure la rivelazione Lecce dello scorso anno, o il Milan di Abate di oggi; un campionato sì, pieno di colpi di scena, ma anche ricolmo di ragazzi che hanno dei sogni. Negli ultimi cinque anni la squadra che ha più portato giovani all’esordio è la Roma: con il progetto Mourinho, hanno esordito tanti ragazzi, tra cui ora in pianta stabile con la prima squadra Zalewski e Bove, che hanno già firmato i rinnovi con il contratto da professionisti.
Se la Roma punta tanto sui giovani, chi lo fa meno sono proprio Milan e Inter: le due squadre di Milano non puntano per niente sul settore giovanile e preferiscono mandare in prestito i giocatori più talentuosi o addirittura venderli a prezzi esorbitanti (vedi Casadei al Chelsea).
La Lazio, risalita quest’anno in Primavera 1, (partecipa anche alla Youth League) non è mai stata un grande club per i giovani, ma ciò può cambiare! Vedendo la gestione di alcuni ragazzi portati spesso in panchina da Sarri, il progetto sembra proprio in procinto di cambiamento verso il settore giovanile. I progetti U23 di Juventus e Atalanta hanno portato ai bianconeri già tanti benefici mentre, per la Dea, toccherà aspettare qualche anno per capire quale sarà il risultato di tale scelta ma, se funzionerà, l’idea potrebbe essere replicata anche da altri top club.
La domande che ci poniamo, pertanto, sono le seguenti: perché se in Primavera i ragazzi sono forti e meritano di giocare, nelle prime squadre neanche vengono visti come possibili futuri campioni? All’estero il processo è il medesimo?
Oltralpe cambia tutto e ciò è ben visibile anche nelle competizioni internazionali dove, all’interno di rose blasonate, troviamo prospetti giovani ed interessanti. La testa, dopo questa piccola introduzione, va sicuramente ai soliti nomi, quali Bellingham, Vincius, Rodrygo (etc.), ragazzi talentuosi e alla ribalta del calcio moderno. Le categorie giovanili, in Europa, sono maggiormente finanziate dai club e permettono ai ragazzi meritevoli di crescere e di farsi strada nel calcio che conta.
In Inghilterra la Premier League 2 (campionato giovanile inglese, ndp) vanta visualizzazioni importanti e quasi superiori a quelle delle serie cadette. Tutto nasce a seguito dell’introduzione dell’EPPP (Elite Player Performance Plan) del 2012, che ha visto sorgere il campionato giovanile. l’Inghilterra ha così potuto fare sfoggio di nomi eclatanti come Phil Foden, Bukayo Saka, Marcus Rashford, Declan Rice e quel Bellingham di cui parlavamo poc’anzi. Dare lustro al settore giovanile è più un imperativo che una possibilità e, a dettar legge, è proprio la FA. La Premier League 2 nasce nel 2017 per soppiantare la Premier League U21 (2012-2016). I principi rimangono i medesimi ma l’FA vuole concentrarsi principalmente tecnicità, fisicità e intensità per avvicinare i giocatori il più possibile all’esperienza in prima squadra e, dunque, permettergli di vedere e toccar con mano quei campi che hanno sempre sognato;
Il resto d’Europa ha cercato di seguire il modello inglese facendo leva, soprattutto, sui diritti TV. In Germania si tenta di ripercorrere le orme inglesi e, finora, è forse il paese che più è riuscito in questo intento. Tra le sue fila, la Mannschaft annovera talenti provenienti da tutta Europa e reclutati proprio grazie alle giovanili! Tantissimi italiani, inglesi e francesi si sono infatti trovati davanti al bivio della scelta preferendo, spesse volte, la nazionale tedesca. La U-19 Bundesliga, (o A-Junioren Bundesliga), è il maggior campionato tedesco di calcio giovanile. È basato su tre gironi da 14 squadre con retrocessione e possibilità di partecipare alla UEFA Youth League. Un vero e proprio campionato con la C maiuscola;
Seppur in maniera diversa, anche in Spagna e Francia la situazione sembra volgere per il meglio, con Barcellona e Paris che giganteggiano anche nel panorama giovanile delle rispettive nazioni. La Masia merita una menzione speciale: da lì sono usciti veri e propri fenomeni come Messi, Xavi, Iniesta (etc.) oltre alle nuove stelle del panorama europeo, Gavi e Pedri su tutti.
Ancora una volta l’Italia si dimostra arrancante e lontana dalla meta rispetto ai colleghi europei. L’obiettivo è presentarsi agli Europei del 2030 con stadi efficienti e centri sportivi all’avanguardia dove, giovani e top, possano coesistere in un’unica realtà. Tante rondini FANNO primavera.
Francesco Marigliani e Francesco Bellizia
