In vista della sfida di domenica al Francioni tra Latina e Pineto, abbiamo raccolto le parole di Jonathan Alessandro, ex calciatore di entrambe le squadre. L’attaccante ha vestito la maglia del Pineto nel 2019/20 con 32 presenze e 9 gol. Nella stagione dopo a Latina 32 presenze e 14 gol. Una gara particolare per l’ex nerazzurro e biancoblu, che ha ricordato le esperienze vissute con le due società, soffermandosi anche sulle prospettive della nuova stagione e sul suo presente all’Amerina.
Con entrambe hai lasciato il segno. Ci racconti due momenti della tua carriera, uno in nerazzurro e uno in biancoblu, che ti sono rimasti?
“Sì, sono due società nelle quali mi sono trovato molto bene. Pineto è stata una stagione particolare: è nato mio figlio, quindi comunque ho un bellissimo ricordo, poi bloccato dal Covid, quindi strana come situazione. È stata una buona stagione. Potevamo fare un pochino meglio, però abbiamo dato il via per poi permettergli di fare in pochi anni il professionismo.
E l’anno dopo a Latina è stata una buona annata, sia a livello individuale che di squadra. Peccato perché avremmo voluto, insomma, vincere direttamente il campionato. Abbiamo vinto invece i playoff, che ci hanno permesso poi di essere ripescati, comunque è arrivata la Serie C. E comunque ho dei bellissimi ricordi ambe le parti.”
Latina e Pineto: due maglie, due storie diverse. Che gara sarà?
“Sono due realtà diverse, però due realtà che negli ultimi anni, secondo me, stanno lavorando molto bene. Latina è una piazza un po’ più passionale. Pineto è un paese, che piano piano è cresciuto ed è venuto fuori anche con la passione per il calcio.
Però ecco, sono due società modello che, secondo me, stanno lavorando molto bene negli ultimi anni. Infatti si vede, si stanno mantenendo. L’anno scorso magari il Latina ha sofferto un pochino di più, ma c’è stata anche la Coppa. Da una parte voleva togliere la soddisfazione di vincerla, dall’altra ovviamente è arrivata un po’ stanco alla fine del campionato.
E sarà sicuramente una gara equilibrata, secondo me. Il livello pressoché, secondo me, simile a quello che ho visto. Quindi sicuramente è una gara stimolante.”
Lo scorso anno il Latina non ha fatto un campionato entusiasmante, il Pineto si. Quest’anno si riparte subito al Francioni. Quanto può essere insidiosa una squadra così, con fame e giocatori d’esperienza come quella di alcuni ex Latina?
“Lo diceva appunto, secondo me sì, sono state due annate diverse. Pineto ha fatto una grandissima stagione, anche se avevano aspettative diverse.
Penso che il Latina puntava a una salvezza un po’ più tranquilla. Il Pineto comunque i playoff li ha fatti. Ha rispettato quello che erano le previsioni.
Quest’anno secondo me potrebbe essere un po’ più equilibrata la stagione. Quindi possono ambire a qualcosina in più. Sia a Latina che anche il Pineto.
Quindi ecco, gli faccio un enorme in bocca al lupo. Che vinca il migliore.”
Ora vesti la maglia dell’Amerina, in Eccellenza. Quali sono le ambizioni stagionali e future?
“Sì, diciamo che io sono due, tre anni che mi sono fermato a Terni, la città in cui vivo dove sto vicino alla famiglia. Dove gioco sempre in categorie minori, che ancora mi diverto. È uno sfogo, è sempre una passione.
Però nel frattempo ho iniziato a studiare per il post carriera, ho fatto eh il corso da allenatore. L’anno scorso, l’altro corso con la FIGC. Quest’anno vorrei fare anche quello da direttore e poi capire quello che fa più per me.
Quindi sì, vediamo, vediamo come andrà. Sicuramente ci metterò, come sempre, tanta passione e divertimento.”
