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“La Rubrica del Mariglio” – Notti europee, voglia di vincere… ancora-

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Pubblicato il 9 Settembre 2022

Si è conclusa ieri sera la prima settimana europea delle italiane, con il Feyenoord che si schianta su una solidissima Lazio, che offre una prova di grande spessore, peccando un po’, però, di eccessivo leziosismo e disattenzioni dal 60′ in poi. La squadra di Sarri gestisce, impressiona e domina la finalista uscente della scorsa edizione della Conference e uno strepitoso Vecino (2 goal e un assist) la fa da protagonista in quel dell’Olimpico. Male la Roma che va sotto con il Ludogorets, lo riprende con Shomurodov subentrato a gara in corso ma, quando sembrava tutto andare sulla via del pareggio, la squadra di Mou subisce il goal del 2-1, che porta la firma di Nonato, brasiliano classe ’98 ex fluminense e Internacional. Dopo il brutto stop in Friuli e con una gara abbordabile come quella di ieri sera, la Roma prende un’altra cantonata, sbagliando tutto in fase difensiva e non riuscendo ad imporsi lì davanti col duo Belotti-Dybala, tornati in campo con la stessa casacca dopo la bellissima avventura di Palermo. Non vince e nemmeno convince la Viola di Italiano in conference, che parte bene ma spreca e si fa spesso sorprendere, complice una fase difensiva rivedibile e superficiale. Da segnalare la grande prova di Antonín Barák, in goal all’esordio sotto la Fiesole, ed il buio totale Cabral-Jović.
Martedì in scena il primo atto di Champions con Juve e Milan protagoniste: la prima subisce le giocate di Kylian Mbappé, giganteggiando nel secondo tempo e rendosi più pericolosa della controparte parigina fortissima nell’organico, meno nel gruppo squadra. Galtier la prepara meglio, Allegri studia e gioca la carta Mckennie per il novellino Miretti nella ripresa. La Juve viaggia, Kostić guida l’avanzata bianconera al Parco dei Principi ma il risultato non va oltre il 2-1. Il Milan gioca un primo tempo equilibrato contro il Salisburgo, poi si fa un po’ schiacciare e rischia di subire in più occasioni il goal del raddoppio austriaco, nonostante qualche strappo convincente e qualche giocata interessante. Partita affrontata con un filo di leggerezza di troppo da parte della squadra di Pioli ma la squadra di Jaissle in Austria, a casa loro, non è affatto un avversario da sottovalutare.
Mercoledì la notte del Napoli, la notte del remake dell’urlo “the champions”, la notte del ritorno da spettatore di ‘Ciro’ Mertens al Maradona ma soprattutto, la notte del ‘Cholito’ Simeone. Subentra ad Osimhen dopo una botta presa da quest’ultimo e a risultato già ben consolidato (2-0) ma al 18 non interessa: si inserisce bene alle spalle di Joe Gomez, spaesato ed in netta difficoltà in terra straniera, Kvaratschelia fa una giocata delle sue, trova l’argentino ed è 3-0. Il Cholito scoppia in lacrime e realizza il suo sogno, ricevendo anche i complimenti di papà Diego nel post-gara, uscito vincente anch’egli dalla prima di Champions. Si aspetta solo il triplice fischio da parte di Del Cerro Grande per mettere fine ad una gara perfetta del Napoli, “sporcata” solo dal guizzo di Luis Díaz. Anche l’Inter è impegnato nel fronteggiare un’altra corazzata, il Bayern Monaco, che Inzaghi ritrova per la terza volta da allenatore (le precedenti due quando ancora era alla Lazio). Parte male e finisce male, è poesia il goal di Sané, disastro puro l’autogol di D’Ambrosio al minuto 16 della ripresa. Nagelsmann & Co. annichiliscono l’Inter che, dopo il derby ed i big match con Lazio e Bayern, ha bisogno di rilancio.

Francesco Marigliani