
“Torna nel 2023”, “mondiale a rischio”, “c’è lesione”… questi sono solo tre dei virgolettati più letti e sentiti del momento, riportati da quotidiani e trasmissioni sportive. Il mondiale ha messo fretta alle squadre di tutti i campionati, che si sono ritrovate a cominciare la preparazione per la stagione corrente già ad inizio luglio, situazione atipica e che ha complicato non poco lo svilupparsi dell’intera stagione calcistica che, di qui a qualche giorno, terminerà per un breve periodo, riaprendo i battenti nel 2023. La maggior parte dei calciatori è costretta a giocare più volte nella stessa settimana (soprattutto se la compagine è coinvolta in una qualche competizione europea), con allenamenti di intensità sempre crescente. Di sedute di scarico nemmeno l’ombra, ormai quasi impossibili da ottenere. In Italia assenze illustri hanno colpito su tutte Roma, Lazio, Napoli e Juve, tutte alle prese con fastidi muscolari e lesioni che questo “calcio frenetico”, come l’ha definito Sarri, sta portando ai giocatori. Proprio a fine settimana scorsa abbiamo visto due grandi protagonisti del calcio della capitale lasciare la scena ad altri compagni nel derby capitolino, Ciro Immobile e Paulo Dybala. Entrambi sono in via di recupero, così come Kvaratschelia nel Napoli (alle prese con una lombalgia). Tale problematica non interessa, ovviamente, solo il calcio italiano, ma tutto il panorama calcistico mondiale: ne sono un esempio Varane del Manchester United, Richarlison del Tottenham, Kanté del Chelsea e così via. Purtroppo, quest’ultimo, rientra nella categoria dei meno fortunati e non è convocabile per il mondiale (così come anche Pogba, ndp) da Deschamps, che tra poche ore svelerà in diretta TV nazionale chi farà parte della spedizione per Qatar 2022, competizione alla quale la Francia è una delle favorite al titolo. Tutti questi problemi fisici contribuiscono a togliere qualità e competitività alla competizione più ambita e amata del mondo che, ad oggi, ha già privato molti tifosi internazionali dei propri idoli. Infortuni a parte, è tempo per molti di partire: il viaggio sarà lungo e le battaglie estenuanti, ma l’ambita coppa d’oro e il sorriso della propria gente sono la gratificazione più grande che un calciatore può ricevere.
Francesco Marigliani
