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Cinque campionati, sei leader

Avatar di Latina Report di Latina Report
Pubblicato il 3 Novembre 2023

Torna la “Rubrica del Mariglio.

È novembre e il calcio non si ferma nemmeno un istante. Ne abbiamo viste diverse fin qui e forse è anche giusto che, dopo settimane passate sul divano di casa ad ammirare il calcio giocato, si faccia un bel ripassone di quello che i tifosi dello sport più bello al mondo hanno visto sin qui.

La rassegna di oggi non può non cominciare con la nostrana Serie A Made In Italy con questo nome che, ci auspichiamo, non abbia solo una sapore di novità ma anche di innovazione in vista, soprattutto, di quegli europei che ospiteremo congiuntamente insieme alla Turchia. In Italia, dunque, le romane sono partite malissimo, cadendo su campi ostici ma all’altezza delle due compagini. La Lazio si è poi risvegliata in Champions, a metà settembre, con il lampo di un super Ivan Provedel, reinventatosi attaccante; i giallorossi, di contraccolpo, hanno sfruttato le grandi magie della Joya e la leadership di Big Rom, a segno in quasi tutte le gare giocate dalla Roma. Mou ha perso le staffe in casa col Monza e non ha potuto presenziare in panchina a San Siro, dove ha ritrovato la “sua” Inter. Ed è proprio in vetta alla classifica che siede la squadra di Simone Inzaghi che dovrà vedersela con una Juventus più solida dello scorso anno e per nulla scalfita dalla telenovela scommesse verificatasi nelle passate settimane. Segue poi il Milan, in affanno nei quattro di difesa ma non negli altri sei uomini al centro del campo: in estate sono arrivati Reijnders e Loftus-Cheek, due colpi da novanta che hanno rivitalizzato un centrocampo orfano di Tonali. Non dimentichiamoci, poi, di Christian Pulisic che, quando si accende, può diventare un pericolo per chiunque. Nella top 4 manca il Napoli, rimpiazzato da un’Atalanta sfavillante e precisa, che ha trovato in Scamacca l’erede di Ilicić. E dunque, dov’è la squadra campione d’Italia? Quest’ultima sembra essersi persa in quella “Selva oscura” che Dante cita nel primo canto dell’Inferno. A García non si addice molto il ruolo di Virgilio ed il lavoro di Spalletti sembra in parte scemato. Il tutto è forse condito da un mercato scarno e poco risolutivo, ma solo il tempo saprà raccontarci il vero.

Lasciamo il ‘Bel Paese’ e dirigiamoci in Spagna dove, un meraviglioso Girona, siede affianco al primo della classe, il Real di ‘Re’ Carlo. La squadra catalana, rimasta orfana del Taty Castellanos, ha conosciuto Artem Dovbyk, ex Dnipro e titolare inamovibile della nazionale di Rebrov. Alle cannonate dell’ucraino, Ancelotti si difende con la sua corazzata, guidata da Jude Bellingham. Il centrocampista ha stupito tutti in terra iberica e ha messo a referto già 10 marcature in questo inizio di stagione. In campo si muove con grande agilità e la sua somiglianza con Miles Morales (personaggio di un fumetto, ndp) non può che non valergli l’appellativo di Spider-Jude. Dietro la brigata ‘blanca’ dell’uomo ragno, segue l’Atleti, a cui rimane aggrappato un flebile Barcellona, ancora in cerca del suo Venom (antagonista di Spider-Man, ndp), magari, perché no proprio dalla Masia.

Dalla Spagna all’Inghilterra basta qualche ora, a noi qualche riga. Oltre manica, dove tutto sembra più bello, a stupire è il Tottenham di Ange Postecoglu, che comanda la classifica a suon di goal… e di clean sheets. In porta, infatti, c’è un certo Guglielmo Vicario e, certo, non possiamo assolutamente dire che non si stia facendo valere in terra anglosassone. Solo 9 i goal subiti da Vic, come lo chiamano fraternamente i tifosi del Tottenham, dietro solo ad Ederson e alla coppia Raya-Ramsdale per marcature subite. Ad inseguire gli Spurs ci sono proprio Arsenal e Manchester City, a -2 dalla vetta. In leggero affanno Roby de Zerbi, settimo con i seagulls ma secondo nel girone di Europa League, con un occhio, o forse più con la testa, a Dublino.

In Germania, invece, comanda uno spagnolo: Xabi Alonso! Il suo Leverkusen colpisce e stupisce tutto, o quasi, nel segno di Florian Wirtz, centrocampista tedesco classe 2003. A seguire c’è il solito Bayern che, recuperato Neuer, cerca di recuperare quanto perso nelle ultime partite. A portare discordia nello spogliatoio c’è anche la brutta figuraccia dell’altra sera contro il Saarbrücken, reo di aver fatto capitolare i bavaresi fuori dalla coppa di Germania.

La storia più bella, però, l’abbiamo tenuta per il finale: in un campionato complicato, dove scontri e assalti ai pullman sono all’ordine del giorno, c’è un filosofo che si è fatto strada sulla costa meridionale del paese, vicino alla nostra Italia. Per chi ancora non lo avesse capito, siamo in Francia, a Nizza per la precisione. Francesco Farioli, laureato in filosofia all’Università di Firenze, ha ben pensato di chiudere la Critica della Ragion Pura (Kant, ndp) per passare, in un certo senso alla pratica. Quando ha preso il Nizza forse nessuno credeva in lui ma i suoi uomini sono riusciti, sotto le sue direttive, a far ricredere l’intero paese. In Ligue 1 è primo a +1 sul PSG di Luis Enrique e la possibilità di abbandonare la nave non è nemmeno compendiata.

Francesco Marigliani