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La Corsa verso l’Olimpo

Europa. Gloria. Sogno. Speranza.
Quattro semplici parole che racchiudono tanto e che risultano essere un comune denominatore nel cuore dei tifosi di Roma, Inter e Fiorentina. Le tre squadre italiane saranno impegnate, tra fine maggio ed inizio giugno, in tre battaglie che possono condurre alla gloria o alla mera sconfitta. La Roma ritrova il Siviglia, Re della competizione, che vorrà fare di Budapest il terreno della sua settima Europa League. La squadra di Mendilbar ha però fatto i conti senza l’oste, mr. Mou o, se vogliamo, mr. Europa, lui che di finali europee non ne ha mai persa una; la Viola di Italiano giocherà la sua prima finale europea dopo 33 anni. L’ultima volta la Fiorentina cadde per mano della Juve in Coppa Uefa, nonostante tra le sue fila militasse un certo Roberto Baggio. Al ritorno sul palco europeo, trova il West Ham, neofita delle finali internazionali, voglioso di rivalsa per la stagione appena trascorsa che ha visto la squadra di David Moyes capitolare al quindicesimo posto in Premier; e poi c’è l’Inter di Inzaghi, che sarà l’ultima delle tre italiane a scendere in campo (la finale di Champions si giocherà il 10 giugno mentre Roma e Fiorentina giocheranno rispettivamente il 31/05 ed il 7/06, ndp), impegnata nella sfida al city di Haaland e Guardiola, che cerca la sua prima vittoria in Europa. La vittoria delle compagini italiane potrebbe cambiare anche sotto l’ombrellone gli slot disponibili per le prossime campagne europee. Il Lido Champions, già ad oggi affollato, potrebbe dover relegare la quarta classificata a lidi ben più economici nel caso in cui diversi intrecci dovessero realizzarsi: se infatti Inter e Roma dovessero essere incoronate al termine della loro notte europea, solo il piazzamento di una delle due tra le prime quattro del campionato consentirebbe alla Lazio (ad oggi quarta, ndp) di “salvarsi” e di poter giocare la massima competizione europea. Il tutto passerebbe poi tra le mani anche della Juventus e della famosa penalizzazione che potrà essere affibiata alla squadra torinese a fine stagione. «Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!» descriveva così l’Italia un certo Dante Alighieri, paragonandola ad una nave senza timoniere, ad un cavallo privo di cavaliere. Calcisticamente parlando è ciò che è avvenuto al nostro calcio, che in Europa ha sempre fatto fatica a brillare negli ultimi anni. Ora però è tempo di destarsi e di muoversi verso cieli più limpidi. Non basta toccare le stelle con un sol dito, quello che conta è entrare nell’Olimpo dei grandi.
Francesco Marigliani

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